Ondacinema

Uno dei volti più inconfondibili del cinema italiano, Carlo Delle Piane, ci ha lasciato dopo 110 film in 70 anni di carriera. Una carriera iniziata quasi per caso, quando Vittorio De Sica lo scritturò per il film "Cuore" scegliendolo fra centinaia di altri studenti in una serie di provini tenuti nelle scuole romane

Grazie a un talento innato e a quel viso storto, unico, particolarissimo, deformato da una pallonata, guadagnò un ruolo prominente fra i caratteristi comici della sua generazione, recitando per autori del calibro di De Sica, Gassman, Monicelli, Steno, Zampa, Eduardo De Filippo, Roger Vadim e Roman Polanski, a fianco di interpreti come Mastroianni, Sordi, Totò, Aldo Fabrizi e Peter Sellers.

Fu però Pupi Avati a intuirne per primo le potenzialità drammatiche, assegnandogli il ruolo da protagonista in "Gita Scolastica" (1983), grazie al quale vinse Nastro d’Argento, Globo d’Oro e Pasinetti, seguito dall’ottimo "Festa di laurea" (1985) e dal cult "Regalo di Natale" (1986) in cui vestì i panni dell’indimenticabile avvocato Santelia, ruolo che gli valse la prestigiosa Coppa Volpi per la migliore interpretazione al Festival di Venezia.

Ci lascia in dono quell’irripetibile amalgama di timidezza e cinismo, delicatezza e pungente ironia che lo accomuna a molti dei suoi personaggi, tramite i quali ha inciso un segno indelebile nel panorama variegato e ricco del cinema italiano.





Amori infelici, mazzi truccati: ritratto di Carlo Delle Piane