The Master

The Master


Paul Thomas Anderson

Drammatico | Usa
(2012)

“La fonte di tutto è sorridere”. Lo dice con tono profondo e solenne Lancaster Dodd (Philip Seymour Hoffman), uno dei due protagonisti che ruotano attorno al nuovo lavoro di Paul Thomas Anderson. Eppure “The Master”, per l’intera durata della pellicola, non fa altro che trasmettere un’aura algida ed elegantemente cupa, che avvolge lo spettatore in territori che, per contro, lo prostrano dinanzi a tematiche di natura fortemente esistenziale e filosofica. Siamo alle porte degli anni Cinquanta, Freddie Quell (Joaquin Phoenix) è un marinaio che al termine della guerra si ritrova solo e con gravi turbe psichiche che lo rendono un sociopatico alcolizzato e autolesionista. Imbarcatosi per puro caso in una nave in rotta per New York, incontra Lancaster Dodd, filosofo posato e leader carismatico di una setta denominata “La Causa”, che ha come obiettivo quello di smantellare la natura animalesca dell’animo umano e cercare un varco che possa espandere lo spirito, la mente e il corpo di ognuno di noi. La simbiosi che legherà in brevissimo tempo due personaggi così diversi rappresenterà il trait d’union per lo sviluppo dell’opera.

Cinque anni dopo “Il petroliere“, Anderson torna sul grande schermo con un film dal complesso e denso fulcro tematico, che abbraccia religione, amore, filosofia, psicoanalisi e insanità mentale. Sin dalle prime inquadrature, si scorge l’estro e l’eleganza di un regista che già da diversi anni ha raccolto su di sé l’attenzione della critica più autorevole e si è imposto per un cinema di qualità che sonda intimamente la psicologia dei suoi protagonisti, sia da una prospettiva corale (“Magnolia”) che del singolo (“Il petroliere”). Così anche il sesto lungometraggio del giovane americano si ricollega a un mix di elegante virtuosismo dietro alla macchina da presa e a una superba caratterizzazione dei personaggi principali.

Tra lunghe carrellate (la corsa in moto nel deserto), brillanti piani-sequenza (i due dietro alle sbarre del carcere) e fulminei movimenti di campi e controcampi (la prima “esercitazione” che il maestro effettua a Freddie), lo stile andersoniano si snoda attraverso l’asciuttezza dei dialoghi e al supporto di due recitazioni magistrali. Se le aspettative indicavano un Seymour Hoffman pronto per l’interpretazione della vita, è Joaquin Phoenix a meravigliare tutti, sfoderando una prova mastodontica: entrambi sono stati premiati con la coppa Volpi a Venezia.

Il film di Anderson è tutto giocato sulle interpretazioni dei due grandi attori, anche a detrimento di una sceneggiatura scricchiolante, anzi quasi inesistente: da una parte vi è l’istinto primordiale di Freddie, dall’altra la predisposizione dell’uomo al servizio della scienza e dei paradigmi della società guidata da Lancaster Dodd.

Superba anche la fotografia, che passa dal cromatismo piuttosto scuro e claustrofobico degli spazi chiusi alla luce filtrata degli spazi esterni.

“The Master” è un film difficile da assimilare interamente a una prima visione e la sensazione è che se da una parte l’intensa relazione instauratasi tra i due protagonisti intrighi indiscutibilmente lo spettatore (così come del resto l’elegante e “classicheggiante” messa in scena), dall’altra i tanti argomenti evocati non eguaglino né la compattezza né l’analisi interiore raggiunte con quello che rimane ad oggi il suo capolavoro: “Il petroliere”. Il nuovo lavoro del regista losangelino è densissimo di materia psicologica e teologica, anche se, come puntualizzato dallo stesso Anderson, “The Master” non è un film su Scientology, sebbene la materia pseudo-religiosa sia senza ombra di dubbio l’anello di congiunzione del rapporto tormentato tra i due, insieme al caro vecchio complesso di Edipo, come facilmente si intuisce dal seno femminile inquadrato più volte (che sia reale o che sia modellato con la sabbia) e dalle molteplici sequenze di masturbazione e di sesso (anche simulato). La ricerca di un’identità che regredisce alle pulsioni di uno stadio animalesco, il sorriso sono in fondo gli unici mezzi per scardinare le costrizioni preimposte dalla società. E il pur saggio Lancaster Dodds ne prenderà atto.

Il finale, girato grazie all’ausilio di un campo lunghissimo, riafferma il duello uno contro uno del film precedente. Questa volta nessuna violenza a regolare i conti, solo una scelta che Freddie dovrà intraprendere: continuare a promuovere l’obiettivo della setta per il resto della sua vita e rimanere al fianco del suo mentore (“Master” si traduce come “maestro”, ma allude alla parola “padrone”) o affacciarsi di nuovo verso il mare, correre senza limiti nel deserto, verso la libertà, unica vera religione in grado di eliminare i mali della vita.

19/08/2012

Cast e credits

Titolo Originale
The Master
Distribuzione
Lucky Red
Durata
137'
Produzione
Annapurna Pictures, Ghoulardi Film Company
Sceneggiatura
Paul Thomas Anderson
Fotografia
Mihai Malaimare Jr.
Scenografie
Jack Fisk, David Crank
Montaggio
Leslie Jones, Peter McNulty
Musiche
Jonny Greenwood
Costumi
Mark Bridges

Trama

Un ragazzo solitario viene affascinato da una setta religiosa e dal suo carismatico capo spirituale. Dopo essersi infatuato della figlia, diviene pian piano uno dei membri portanti della setta.
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