La rivolta delle ex

La rivolta delle ex


Mark Waters

Commedia, Romantico | Usa
(2009)

Se “La rivolta delle ex” fosse stato girato in un’epoca meno distratta e magari avesse avuto i suoi natali in un paese europeo come la Francia o anche l’Italia dei Gasmann e dei Tognazzi sarebbe diventato un piccolo manifesto sulle paure del maschio rispetto al bigottismo di una società che ne condanna la libertà dei costumi e la spregiudicatezza sessuale. Ed invece essendo il prodotto di una Nazione che ha bisogno di conferme,e preferisce la trasposizione edulcorata ad una versione dei fatti ispirata alla realtà,il film di Mark Waters diventa un’apologia dei buoni sentimenti ed insieme un incitamento  alla più assoluta monogamia.

Un disciplinamento dei costumi da Santa Inquisizione organizzata a discapito di Connor Mead (Mattew McConaughey, fotografo di successo e donnaiolo impenitente, costretto a rinunciare ai piaceri della vita per un rendez vous familiare, in cui i preparativi per le nozze dell’amato fratello diventeranno il viatico per un viaggio, reale e metaforico, architettato dal fantasma del defunto zio (Michael Douglas) che lo vorrebbe convincere a cambiar vita dopo averlo condotto sulla cattiva strada ed ora lo obbliga ad un viaggio nel tempo sulle orme di un passato costellato dai fantasmi delle ex fidanzate, di un presente messo in discussione dai retaggi delle antiche passioni (Connor non rinuncerà a corteggiare la madre della sposa ed una madamigella d’onore piuttosto disinibita) e di un futuro dove l’amata Jenny (Jennifer Garner) rischia di sfuggirgli a favore di un tipo molto più accondiscendente di lui in fatto di donne.

Incastrato in un simile marchingegno, il protagonista perde la sua iniziale baldanza ed anche quel sarcasmo necessario a stemperare la seriosità di una commedia che, nel rifarsi allo stile dei tempi d’oro, di cui ricalca le atmosfere sognanti e la voglia di lieto fine, finisce per smarrire la componente autoironica, vero e proprio punto di forza in questo tipo di operazioni. Efficace quando si tratta di rappresentare il rapporto tra due persone (Connor e Jenny) che hanno paura di innamorarsi e per questo danno vita ad un confronto che si risolve più sul piano del non detto,con campi e controcampi dedicati al canagliesco sorriso di lui ed ai languidi sguardi di lei, il film viene meno negli inserti dedicati alla fantasmagorica rivolta risolta con brevi siparietti in cui più che il popolo femminile, equamente diviso tra Sante e Puttane sempre pronte a far la ramanzina,si può ammirare il cameo di un Michael Douglas con la capigliatura canuta e gli occhiali calati sul volto ormai invecchiato.

Dopo la cattiveria di “Mean Girls” ed il divertimento di “Quel pazzo Venerdì” Mark Waters prova a crescere inserendo nel suo canovaccio dei protagonisti più maturi, ma l’evidenza di uno spostamento anagrafico non è avallato da quello cinematografico, retrocesso a livelli di pura sussistenza dopo gli esordi nel cinema indipendente (“La casa del Sì”). A margine del film è curioso notare la trasformazione di Jennifer Garner, dapprima amazzone in (tele)film di pura azione ed ora presenza costante e di successo nel panorama della commedia romantica made in Usa. Nel cinema come nella vita mai dire mai. 

08/07/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Ghosts of Girlfriends Past
Distribuzione
Warner Bros. Italia
Durata
98'
Produzione
Jon Shestack, Panther
Sceneggiatura
Jon Lucas, Scott Moore
Fotografia
Daryn Okada
Scenografie
Maria L. Baker
Montaggio
Bruce Green
Musiche
Rolfe Kent
Costumi
Denise Wingate

Trama

Connor Mead, fotografo di successo e donnaiolo impenitente è costretto a rinunciare ai piaceri della vita per un rendez vous familiare in cui la vigilia del matrimonio dell'amato fratello sarà il viatico per un viaggio, reale e metaforico, architettato dal fantasma del defunto zio  che lo vorrebbe convincere a cambiar vita dopo averlo condotto sulla cattiva strada ed ora lo obbliga ad una viaggio temporale sulle orme di un passato costellato dai fantasmi delle ex fidanzate, di un presente messo in discussione dai retaggi delle antiche passioni, di un futuro dove l'amata Jenny rischia di sfuggirgli a favore di un tipo molto più accondiscendente di lui in fatto di donne
Coyote vs. Acme
Coyote vs. Acme

Destinato inizialmente a venire distribuito nel 2023, "Coyote vs. Acme" è invece una delle soprese di questo 2026, capace di suscitare riflessioni che vanno ben oltre la confezione apparentemente superficiale nella quale è stata impacchettata la sua distribuzione

Arrested Memory
Arrested Memory

VENEZIA 83 - Arriva al Lido l'apprezzato regista giapponese SABU con la co-produzione con Taiwan "Arrested Memory", un efficace pastiche fra heroic bloodshed, commedia e poliziesco che ribadisce la continua capacità di reinventarsi di un autore (e di un'industria)

Furies
Furies

VENEZIA 83 - Esordio sulla lunga distanza del libanese Rami Kodeih "Furies" è uno heist movie che si barcamena con efficacia fra aspettative di genere e ambizioni drammatiche e di critica sociale, una frenetica epopea criminale al femminile in una Beirut che implode

Shumei – The Living Legacy of Kabuki
Shumei – The Living Legacy of Kabuki

VENEZIA 83 - Opera eccentrica nella gargantuesca filmografia di Miike Takashi, “Shumei – The Living Legacy of Kabuki” è un documentario, didattico in larga parte, che ha come oggetto il teatro kabuki e, in particolare, il clan familiare Ichikawa, custode di questa peculiare forma artistica

The Echo Chamber
The Echo Chamber

VENEZIA 83 - Andrea Pallaoro porta sul grande schermo l'ultima sceneggiatura di Bernardo Bertolucci, con una messa in scena raffinata, elegante, ipnotica, che però sembra sbiadire e perdersi nel finale

Look Back
Look Back

VENEZIA 83 - Alle prese con il manga cult di Fujimoto Tatsuki "Look Back" Kore-eda Hirokazu opta per un adattamento fedele e una regia minimale che aiutano a espandere la componente coming of age del fumetto, traendone un altro significativo capitolo del suo cinema sulla crescita

Woman Unknown
Woman Unknown

VENEZIA 83 - May el-Toukhy, unica regista donna in concorso, racconta con estremo rigore nordico il dopoguerra danese e gli effetti del trauma storico sui corpi delle donne. Non rimane nessuna speranza

Primetime
Primetime

VENEZIA 83 - Esordio di finzione dell'apprezzato documentarista Lance Oppenheim, "Primetime" si distingue per la sarabanda di tecniche e trovate stilistiche, le quali si rivelano alla lunga però l'unico elemento convincente di un'opera confusa e impulsiva quanto il suo protagonista