Onora il padre e la madre

Onora il padre e la madre


Sidney Lumet

Drammatico | Usa
(2007)

Il tradimento nella sua forma più intima e dolorosa. L’inganno che, come un virus infetta e devasta il suo ospite, così si insinua nelle pieghe di una famiglia fino a portarla alla distruzione. E’ questo il senso profondo dell’ultimo lungometraggio di Sidney Lumet, già presentato alla festa del cinema di Roma e che in queste settimane giunge nelle sale italiane. “Before the devil knows you‘re dead”, questo il titolo originale, è un film crudo ed essenziale, giocato su un meccanismo di tensione sorprendente, che dimostra la grande capacità del regista nella direzione degli attori. In assoluto il vero punto di forza della pellicola.

Lumet, quasi fosse un burattinaio, misura le interpretazioni dei protagonisti, cadenza i loro turbamenti, le indecisioni, tanto da delineare dei personaggi sempre in bilico tra la farsa e la tragedia. Philip Seymour Hoffman, davvero straordinario nel rimanere a metà tra un eccesso di rabbia e il controllo di sé mal celato, Ethan Hawke, codardo e incapace di prendersi le sue responsabilità, e Albert Finney sofferente, in perenne stordimento, sono al centro della scena. Vengono dosati nelle loro emozioni e fatti muovere continuamente in interni asfittici, come delle falene alla ricerca della luce. Raggelati in una fotografia diafana, sembrano degli insetti, di fronte allo sguardo di un entomologo.

Parallelamente Lumet procede a una moltiplicazione dei punti di vista, la cui reiterazione non stanca, perché ha il preciso intento di concorrere alla costruzione della tensione, centellinando di volta in volta particolari in più. Questo continuo cambio di prospettiva è funzionale al lento sollevarsi del velo di menzogne, piano piano ogni nodo viene al pettine. Narrativamente, il regista concentra la sua attenzione su un nucleo familiare che è il motore drammaturgico della vicenda ed è il contenitore di un disagio profondo. La rivincita di un figlio nei confronti del padre. Gli echi di questo scontro si mescolano con un dramma sulle passioni umane più torbide: il desiderio di denaro, il senso di rivalsa, la gelosia, e con una critica feroce alla società americana. Lumet, infatti, ci mostra avventori della rapina che vagheggiano sogni di fuga in paradisi tropicali, ma al massimo possono sperare in qualche ora trascorsa in uno splendido attico di Manhattan, con una dose di eroina. Personaggi che sognano di ripristinare momenti del passato dove la loro identità, anche virile, era comprovata(Andy). Oppure disposti a lasciare per strada i loro dubbi e la loro morale per denaro (Hank). O ancora a farsi giustizia da soli (Charles).

Insomma, il regista americano descrive l’amara parabola del decadimento fisico-morale della famiglia, della cellula del corpo sociale. Di conseguenza il proverbio dal quale è tratto il film “May you be in heaven half an hour… Before the devil knows you ‘re dead” (Possa tu trascorrere mezz’ora in paradiso… prima che il diavolo sappia che sei morto) è quanto mai azzeccato per ritrarre una condizione di disperazione assoluta, dove i figli tradiscono i padri e cadono sotto le loro mani.

28/04/2008

Cast e credits

Titolo Originale
Before The Devil Knows You‘re Dead
Distribuzione
Medusa
Durata
123'
Produzione
Belle Avery, Jane Barclay
Fotografia
Ron Fortunato

Trama

Andy e Hank, due fratelli in gravi difficoltà economiche, decidono di rapinare la gioielleria di famiglia
Congo Boy
Congo Boy

LOCARNO 79 - Esordio registico molto promettente in bilico fra romanzo di formazione autobiografico e film musicale d'evasione

Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire