Miami Vice

Miami Vice


Michael Mann

Azione, Drammatico | Usa
(2006)

Vi ricordate di Sonny Crockett e Ricardo Tubbs? Quei due poliziotti che negli anni 80 andavano in giro per Miami vestiti Armani, a bordo di una Ferrari, con i muscoli traslucidi, i Ray-Ban e la fissa per le belle ragazze? Ecco, dimenticateli.

“Miami Vice” versione 2006 è lontano anni luce dall’omonimo serial che, tra il 1984 e il 1989, ottenne share strepitosi e diede discreta fama a Don Johnson e Philip Michael Thomas. Quel telefilm (all’epoca si chiamava ancora così) aveva qualcosa che la maggior parte delle serializzazioni televisive precedenti non si erano mai permesse: il glamour e la musica. Non a caso, Miami Vice è spesso definita MTV Cops (poliziotti á la MTV). Il ruolo giocato dalla musica (ogni singola puntata includeva qualche hit del momento), dallo “stile” dei due personaggi era preponderante e questo Michael Mann (all’epoca produttore della serie) l’ha sempre saputo e non se l’è dimenticato. In questo senso la scelta del regista americano di cambiare totalmente registro filmico, nella trasposizione cinematografica (sono passati più di 20 anni dall’uscita dell’episodio pilota), è ammirevole: Mann non è minimamente interessato a confrontarsi con la serie degli anni 80, piuttosto gli preme proseguire il discorso iniziato con “Collateral“, una sorta di dialogo con il cinema stesso, nella modernità delle sue scelte (il digitale, la camera a spalla), dipingendo così una Miami – che ha fatto la fortuna di Crockett e Tubbs – con un piglio più maturo, più sinceramente “realistico”.

“Miami Vice 2006” racconta allora tutta un’altra storia. Inizia con ritmo alacre e spinge forte sull’acceleratore per qualche minuto ma quasi subito, con un piede piuttosto ben pigiato sul freno, vira verso un più lento sviluppo dell’intreccio. Agendo sulla dispersione territoriale (solo una parte della pellicola è ambientata a Miami, il resto in svariate località del Sudamerica), sull’efficacia delle riprese notturne (ancora una volta con l’utilizzo dell’ottica digitale), sulla significazione di gesti e sguardi – piuttosto che spingere l’azione fino alla frenesia – Mann decide di spogliare i due personaggi della serie degli orpelli televisivi (veramente, l’unico punto di contatto tra il telefilm e questa pellicola sono i nomi dei due protagonisti) e di porsi su una dimensione più immediata, spiccia, integrale e da “cronaca” della vita sotto copertura.

Avvalendosi come di consueto di esperti esterni – in questo caso ex poliziotti provenienti da vere attività sottocopertura – Michael Mann racconta quello che succede a due “normali” agenti di polizia ritrovatisi, senza averne piena coscienza al momento della decisione di infiltrarsi, all’interno di un organizzatissimo e globale traffico criminale.

La fotografia sporca e le musiche di John Murphy accompagnano i gesti di Colin Farrell – eterno ribelle che a molti piace e ad altrettanti fa schifo – e Jamie Foxx (molto composto, nella recitazione) fino all’epilogo action, dal quale è palese, non si esce senza cicatrici. Sonny Crockett e Ricardo Tubbs appaiono allora come esseri vulnerabili, legati ai loro sentimenti e ai loro istinti (numerose sono le sequenze quasi “sospese” nella meditazione dell’orizzonte, di se stessi o di un non chiaro futuro). E nella loro umanità, in fondo, sono anche capaci di decisioni difficili, con la coscienza assoluta che nessuna scelta è esente da conseguenze.

A farla da padrone, in questo film “manniano” al cento per cento, sono gli sguardi rubati di Gong Li (gioiello assoluto, splendida in ogni inquadratura), il mare e il cielo (due elementi che si ripetono a più riprese, quasi a contornare la vicenda), l’illuminazione fioca della notte cittadina, le ossessioni e i sottofondi musicali appena accennati al piano. Un film dove più delle parole, parlano le immagini.

07/06/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Miami Vice
Distribuzione
Universal Picture
Durata
134'
Produzione
Forward Pass, Universal Picture
Sceneggiatura
Michael Mann
Fotografia
Dion Beebe
Scenografie
Victor Kempster
Montaggio
William Goldenberg e Paul Rubell
Musiche
John Murphy
Costumi
Michael Kaplan, Janti Yates

Trama

I detective Sonny Crockett e Ricardo Tubbs s'infiltrano fingendosi corrieri in un'organizzazione malavitosa per bloccare un grosso traffico di droga. Inizialmente le cose funzionano ma poi è Sonny a complicare tutto perché s'innamora, ricambiato, di Isabella, la donna del boss Montoya
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