Dancing Arabs

Dancing Arabs


Eran Riklis

Drammatico | Israele
(2014)

Dopo le accelerazioni di Luc Besson, le proiezioni della Piazza grande ritornano alle amosfere che le sono piu’ consone, regalandoci il nuovo film di un regista, Eran Riklis, arrivato nel salotto buono della cinematografia mondiale in poco tempo, e grazie a titoli come “La sposa siriana” e “L’albero dei limoni” che possono servire come introduzione per questo “Dancing Arabs”. Preceduto da polemiche che ne hanno impedito l’anteprima al festival di Gerusalemme, il film, tratto da due romanzi semi autobiografici del giornalista scrittore Sayed Kashua, racconta le vicissitudini di Eyad, giovane arabo che riesce a entrare in un prestigioso college israeliano, dove fa amicizia con Naomi, compagna di classe di cui si innamorerà, e con Jonathan, affetto da distrofia muscolare e costretto a vivere segregato nella propria abitazione. Alle prese con il fanatismi di un ambiente che non smette di ricordargli le proprie origini, Eyad dovrà affrontare le conseguenze di un integrazione ostacolata da tensioni che l’inizio della prima Intifada, periodo storico che fa da sfondo alla prima parte del film, contribuiscono ad alimentare.

Seguendo le orme di un documentario come “I guardiani di Israele” che abbiamo da poco commentato su queste pagine, Riklis affronta il conflitto israelo palestinese dalla parte di chi pensa che il dialogo sia l’unica speranza per evitare la tragedia di un conflitto che non trova soluzioni. E questa volta lo fa dal punto di vista delle nuove generazioni, quelle da cui dipenderanno le sorti dello stato d’Israele. Una novità che Eraklis tratta con la consueta delicatezza e con una sottigliezza psicologica che in questo caso si trova a dover affrontare le consuenze di molteplici aspettative. Non solo quelle di un pubblico sempre piu’ numeroso, che lo eletto a portavoce dello schieramento progressista del suo paese, ma anche di un opinione pubblica a cui piace riconoscersi in storie edificanti. Sono forse queste le ragioni di un film che rispetto a quello precedenti appare rischiosamente incline a colorarsi di melodramma, con una serie continua di situazioni, soprattutto quelle che riguardano la storia d’amore tra Eyad e Naomi, osteggiata dai genitori di lei, come pure l’evoluzione della malattia di Jonathan, volte a enfatizzare un’empatia di cui il film non avrebbe bisogno, talmente alta è la carica di pathos presente nella dimensione, storica e sociale, in cui l’opera di Riklis si inserisce. Ne risulta un film dalla spontaneità ridotta, anche per l’utilizzo di volti talmente belli e perfetti da alimentare la sensazioni di una messinscena in cui gli aspetti della finzione prevalgono su quelli della verosimiglianza. Nonostante questo, secondo chi scrive “Dancing Arabs” non faticherà a conquistare il plauso degli spettatori.

09/08/2014

Cast e credits

Distribuzione
The Match Factory
Durata
105'
Produzione
MACT Production, United Channels Movies
Fotografia
Michael Wiesweg
Montaggio
Richard Marizy
Musiche
Jonathan Riklis
Costumi
Hamada Atallah

Trama

Eyad, ragayzzo arabo entra in un esclusivo college arabo dove fa amicizia con Naomi e Jonathan. Amore e pregiudizi non tarderanno a complicare i propositi del ragazzo costringendolo a scelte dolorose
Paper Tiger
Paper Tiger

LOCARNO 79 - James Gray realizza con "Paper Tiger" una nuova opera perfettamente coerente con la propria poetica, ma anche, al contempo, un momento di riflessione e bilancio relativo alla sua filmografia

A New Dawn
A New Dawn

Ridotto nel minutaggio, nel cast e nella fabula l'esordio alla regia dell'artista visuale Shinomiya Yoshitoshi "A New Dawn" mostra la sua ambizione nello stile visivo sfaccettato e nella struttura narrativa che mescola costantemente passato e presente, proponendo un coming of age stimolante e non banale

Ricchi… da morire – Delitti in famiglia
Ricchi… da morire – Delitti in famiglia

La storia, raccontata in flashback dal braccio della morte dal cinico Becket Redfellow, segue il suo spietato e calcolato piano per eliminare uno a uno i sette bizzarri parenti miliardari che lo separano da una colossale eredità familiare. La sua letale scalata verso la ricchezza si complica terribilmente quando entra in scena l'imprevedibile Julia, trasformando la vendetta in un caotico e pericoloso gioco di inganni in cui nessuno è al sicuro.

L’Hangar Rosso
L’Hangar Rosso

Ambientato a Santiago del Cile durante il golpe dell'11 settembre 1973, il film segue il capitano dell'aeronautica Jorge Silva, costretto dai superiori a trasformare la sua accademia militare in un brutale centro di detenzione e tortura per prigionieri politici. Diviso tra l'obbedienza cieca al nuovo regime di Pinochet e i dettami della propria coscienza, Silva si troverà davanti a un drammatico bivio morale quando gli verrà ordinato di giustiziare due giovanissimi detenuti

Odissea
Odissea

Ipotetico coronamento delle ambizioni del suo autore, l'"Odissea" di Christopher Nolan è una reinterpretazione tanto efficace dal punto di vista sensoriale quanto irresoluta da quello discorsivo, una frenetica cavalcata attraverso immaginari, generi, ambientazioni ed eventi che si sviluppa intorno alla modernizzazione dell'eroe eponimo

Kontinental ’25
Kontinental ’25

Radu Jude trasforma la morte di un senzatetto in un'indagine sulla responsabilità morale, sul senso di colpa e sulle contraddizioni della società contemporanea. Un saggio cinematografico che privilegia il confronto delle idee alla narrazione, trovando nella propria irresolutezza tanto la sua forza quanto il suo limite

Scary Movie
Scary Movie

Questo nuovo capitolo della saga di "Scary Movie" segna il ritorno al team creativo dei fratelli Wayans e delle due protagoniste principali. Cambia poco rispetto al passato, con tante battute stupide e forse qualcosa (molto poco) da dire

Toy Story 5
Toy Story 5

Forse un po' a sorpresa, il trentunesimo lungometraggio targato Pixar non è (solo) una gigantesca operazione nostalgica, bensì l'occasione per riflettere sull'eredità pop-culturale che la saga di "Toy Story" ha lasciato dagli anni 90 fino a oggi