Big Fish – Le storie di una vita incredibile

Big Fish – Le storie di una vita incredibile


Tim Burton

Commedia, Drammatico | Usa
(2003)

Big Fish. Come quando, da bambini, nel museo oceanografico, cerchiamo quella creatura gigantesca che, quasi da corredo genetico dell’immaginario infantile, rechiamo inconsciamente in noi e la cui verosimiglianza con un essere acquatico poco più grande della media riesce ad evocarne l’immagine.

Parlare di Tim Burton cercando di agganciarlo ad una certa atmosfera realisticamente americana è un approccio assolutamente inadatto a descrivere uno spirito che fa, invece, del concreto localisticamente identificato nient’altro che un espediente per andare a scrutare un territorio onirico dove l’umanità, nel senso biologico del termine, gioisce della sua mutevolezza e della sua capacità di attualizzare quelle che, altrimenti, resterebbero visioni relegate ad un episodico, ma necessario, isolamento dal mondo.

Questa volta la storia pare pastellare il gotico cui il regista ci ha abituati con una serie di figure, situazioni, emozioni altrimenti impossibili da rendere.

Il tratto naif già in “Edward Mani di Forbice”, viene rischiarato da una più diffusa presenza della luce, contaminata dall’elogio e l’omaggio al deforme che, dal b/n di “Freaks“, viene catapultato in un tripudio di colore. Ed ancora, piccolo cameo di una tipologia umana sui generis, Steve Buscemi, al solito, in un ruolo improbabile e delirante quale solo quello di poeta/rapinatore può essere.

Edward Bloom, interpretato da Albert Finney, è un uomo di mezza età abituato a catturare l’attenzione dell’interlocutore con il racconto di surreali, mirabili, affascinanti avventure, ormai fondanti la sua identità. La gioia del condividere è così straripante da indurlo a monopolizzare l’intera platea degli invitati al matrimonio di suo figlio, il giornalista Will, che, esasperato da tanta strabordanza, troncherà i rapporti con suo padre per tre anni, per poi tornarvi in seguito alla malattia che costringe Edward a letto in fin di vita. I suoi ultimi giorni vengono spesi nella narrazione di un passato vicino alla leggenda, la cui giovinezza viene evocata da un Ewan Mc Gregor più ripulito che mai. Già da bambini, è facile imbattersi in una vecchia strega dall’occhio chiaroveggente, e poi, da adolescenti, in un gigante arrabbiato col mondo che, attraverso una forma di comunicazione empatica, diviene amico fedele, e poi ancora in villaggi di immacolata e improbabile felicità, abbandonati per inseguire un amore impossibile e finalmente condiviso, dopo anni di prove di forza, costellati, però, da tutti quegli incontri sospesi tra possibilità e realtà che solo in un circo possono darsi. Sino, poi, all’atto di salvezza verso chi fu tanto magnanimo e grato. Protagonista, un pesce che, per esser grande, decide di sfuggire al laccio stretto intorno al collo dall’ovvietà del quotidiano, recando dono della sua incredibile capacità di vivificare il sogno sino a divenire tutt’uno con esso.

Freaks a colori, umani refrattari a sacrificare il candore dell’immaginazione, spazi vitali altri, forme di comunicazione paradossali eppur possibili, gocce di neon delicati a bagnare ombre blu di elettrica notte, in un’opera che commuove, senza rotolarsi nel più becero dei buonismi, ma celebrando l’essenza poetica dell’immaginazione.

16/03/2009

Cast e credits

Titolo Originale
Big Fish
Distribuzione
Sony Pictures Home Entertainment
Durata
110'
Sceneggiatura
John August, Daniel Wallace
Fotografia
Philippe Rousselot
Scenografie
Dennis Gassner
Montaggio
Chris Lebenzon
Musiche
Danny Elfman
Costumi
Colleen Atwood, Donna O’Neal
L’Estranea
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